ebanisteria e restauro di Franco Aprile - Modica

Il restauro dei mobili antichi secondo noi

Nei mobili antichi il restauro o il rifacimento di parti mancanti o deteriorate devono essere mascherate o lasciate evidenti? Se il restauro riguarda mobili destinati ad un museo, magari è giusto lasciarle evidenti, ma quando si parla di mobili destinati ad un utilizzo in una casa e quando non ci sono dubbi sui dettagli della sostituzione o riparazione noi sosteniamo che per eseguire un restauro davvero impeccabile, devono essere mascherate alla perfezione, riproducendo le parti deteriorate o mancanti per ridare ai mobili antichi il loro originale aspetto. Per esempio, se diciamo manca una mensolina sagomata o una scultura o una modanatura e ce ne sono altre uguali, quella nuova dovrà essere una copia esatta, colorata e "invecchiata" per adattarsi al resto del mobile e accordarsi il più possibile con quelle esistenti. Questo non è contraffare un pezzo, bensì renderlo con il restauro gradevole ed apprezzabile.

Cassone prima dell'intervento del restauro

Cassone prima dell'intervento del restauro

Cassone in ciliegio massello e particolari intarsiati, con danni superficiali e parti staccate: modanature e piedi.

Restauro completato

Restauro completato

Gli intarsi sono stati ripristinati come pure le modanature e i piedi, infine un'accurata pulizia superficiale non aggressiva e la verniciatura a tampone con una vernice di nostra formulazione a base di gommalacca, resina elemi e benzoino,  hanno ridato al mobile il suo originario aspetto.

Restauro di porte interne in abete fine "800

Restauro di porte interne in abete fine "800

Restauro di porte interne a due partite in abete "fodrinate" rifinite a pennello con smalto ad acqua. Si è iniziato a smontare e incollare le porte completamente scollate, a rifare alcune traverse e innestare legno nuovo in alcuni montanti. Tutti gli incastri sono stati rinforzati con nuovi cavicchi  in legno duro. Inoltre sono state riparate con l'innesto di legno nuovo quelle parti troppo rovinate per l'incuria o perché rosicchiate dai topi. La vecchia pittura, ormai deteriorata da anni di esposizione alle intemperie atmosferiche per lo stato di abbandono dell'edificio in cui le porte  si trovavano, è stata completamente rimossa. Si è dovuto rimuovere anche uno strato invisibile di "acqua di colla"(colla animale molto diluita) che un tempo veniva utilizzata come fondo turapori e rinforzante per legni teneri. Si è deciso di togliere questo strato molto tenace perchè avrebbe creato bollicine e raggrinzimenti alla nuova pittura ad acqua, mentre a solvente non avrebbe dato alcun problema. Dopo il ripristino delle parti mancanti e l'incollaggio, si è proceduto a un accurato lavaggio e carteggiatura per eliminare ogni traccia di fondo turapori (acqua di colla). La superficie comunque è stata lasciata sempre col suo aspetto vissuto. Dopo aver eseguito il trattamento antitarlo si è proceduto con l'applicazione di una mano di sottosmalto e due mani di smalto ad acqua rispettando la coloritura originaria. Il restauro ha interessato pure la ferramenta che è stata completamente rigenerata, spazzolata e trattata con acido per neutralizzare la ruggine, mentre le parti in rame sono state disossidate grossolanamente in modo da non intaccare il naturale aspetto vissuto.    

Esempio di rifacimento di una scultura in un comodino antico: la testina mancante a destra è stata rifatta uguale all'originale. La foto è stata scattata prima della colorazione e dell'invecchiamento. 

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